Busto Finzi
Giuseppe Finzi

Personaggio riservato e laborioso, Giuseppe Finzi fu protagonista di tutti i principali eventi del Risorgimento italiano. 
Nato a Rivarolo Mantovano il 27 febbraio 1816 da Abramo e Rosa Finzi, esponenti di un’agiata famiglia israelita presente in loco dall’inizio del XVII secolo, nel 1835 s’iscrive alla Facoltà di Filosofia e Medicina dell’Università di Padova, da cui viene espulso in conseguenza della sua iscrizione alla Giovane Italia mazziniana. 
Negli anni successivi intraprende una serie di viaggi in vari Paesi europei, dove ha contatti con l’irredentismo in esilio e con Giuseppe Mazzini. 
Prende parte ai moti delle Cinque Giornate di Milano e alla Prima Guerra d’indipendenza, durante la quale è incaricato di curare i settori della Guerra e della Pubblica Sicurezza per il Commissariato di Bozzolo.
Il ritorno delle truppe austriache in Bozzolo, dopo la sconfitta di Custoza del 27 luglio 1848, lo induce a riparare in territorio svizzero. 
Rientrato in Italia, nel 1850 aderisce, a Mantova, al comitato insurrezionale capeggiato da don Enrico Tazzoli (la cosiddetta “Congiura di Belfiore”).
Arrestato nel 1852 e imputato di alto tradimento, sfugge all’impiccagione e viene condannato a 18 anni di carcere duro, da scontare nelle fortezze boeme di Theresienstadt e di Josephstadt.
Ne sconterà tre anni e mezzo, fino all’amnistia concessa da Francesco Giuseppe nel 1856. 
Nel 1859, a seguito dello scoppio della seconda guerra d’indipendenza, si riaffaccia alla politica con l'incarico di commissario straordinario per la provincia di Mantova. 
Su proposta di Garibaldi assume, insieme con Enrico Besana, la direzione del “Fondo del Milione di Fucili”, ideato per raccogliere uomini, armi e denaro da impiegare nel progetto di spedizione dei Mille, favorendo il successo dell’impresa. 
Nel 1860 ottiene l’elezione al Parlamento subalpino. Il 18 febbraio 1861 viene eletto nel primo Parlamento unitario, dove rimarrà fino alle sue dimissioni, date nel 1884.
Il 7 giugno 1886 Umberto I lo nomina senatore, senza che però sia in grado di prestare giuramento a causa del diabete che il 18 dicembre di quell’anno lo porta alla morte.

A Giuseppe Finzi la Fondazione ha dedicato una grande mostra, organizzata nell’occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia presso la propria sede dal 19 febbraio al 27 marzo 2011.
La mostra, documentata da un agile catalogo, è stata aperta da un importante convegno di studio, con la presentazione della biografia del Finzi, edita a cura della Fondazione, e con l’inaugurazione di un busto del patriota rivarolese, opera dello scultore Nicola Biondani (immagine a fianco).

Nella gallery:
Immagine 1: copertina del catalogo della mostra "Per amor di patria"
Immagine 2: copertina della biografia di Giuseppe Finzi, pubblicata dalla Fondazione
Immagine3, 4, 5: ritratti di Giuseppe Finzi
Immagine 6: busto di Finzi realizzato dallo scultore Nicola Biondani